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L’ospitalità di qualità dipende dal benessere dei suoi addetti

Il benessere dei collaboratori è uno dei valori più significativi di una struttura ricettiva ed è un elemento di coerenza di chi offre un’ospitalità autentica e di qualità.

Si parla tanto oggi della difficoltà di reperire personale, da un lato, e di workplace wellness dall’altro, inteso questo come una visione più olistica del benessere del dipendente, che oltre a condizioni di sicurezza, politiche salariali e benefit materiali, punta anche a portare la qualità di vita in azienda, alla realizzazione del dipendente, al suo equilibrio psicofisico, insomma a stare bene, sotto diversi aspetti.

Peraltro, sempre più persone, soprattutto giovani, dichiarano di non voler sacrificare la qualità della loro vita e cercano il cosiddetto life-work balance. 

Il settore turistico, rispetto ad alcuni settori paga lo scotto, legato alle modalità del prodotto e del servizio, di orari di apertura ampi, di turni di lavoro più lunghi e dello stress che causa proprio le relazioni con il pubblico, e della velocità spesso richiesta dal cliente stesso. Non meno importante il dato che lavorare in questo settore può richiedere spesso la rinuncia alle festività, sacrificando la propria vita personale e sociale. Quindi, un impiego nel turismo espone non solo alla precarietà insita nella stagionalità, che in alcuni territori può essere breve, ma tocca tasti delicati che incidono sul benessere della persona.

Questo dato di fatto, già da diverso tempo, ci espone ad alcune riflessioni e alla ricerca di soluzioni quanto mai necessarie, poiché, per farsi desiderare (dal dipendente), non sono più sufficienti le belle location: bisogna offrire umanità, valore, la possibilità di essere i primi a sperimentare le qualità dei servizi, i sapori, il territorio, un rapporto di alleanza, engagement con la condivisione di obiettivi e del progetto del vostro brand.

I tempi per questo cambiamento sono sicuramente maturi, soprattutto se cogliamo alcune opportunità. La stagionalità pian piano si modifica anche in conseguenza alle condizioni climatiche, il che potrebbe far pensare anche a stagioni più lunghe, introducendo le opportune strategie. Inoltre, anche i turisti stanno modificando le loro esigenze e proprio dove si cerca un turismo del benessere e di qualità, cercano una relazione più empatica e gentile con il personale, ad un approccio “lento” all’esperienza e attenzione al rispetto dell’ambiente nel suo complesso. Insomma, il concetto è : scaliamo di una marcia e godiamoci il viaggio.

Per offrire un’ospitalità di qualità, il benessere dei suoi addetti (persone che fanno parte integrante dell’ambiente) è uno dei fattori chiave. E’ infatti l’ambiente, con tutte le sue sfaccettature, ad influire sulla percezione che l’ospite avrà del suo soggiorno. Daniel Goleman ci dice che gli ambienti di lavoro sono vivai emotivi dove le persone fra di loro sono influenzate nel bene e nel male. La gioia e i sorrisi sono contagiosi così come lo stress e tensioni e arrivano e chiunque frequenti un ambiente.

Cosa fare allora per migliorare dall’interno?

Non solo i paesaggi, ma anche le persone fanno la bellezza di un’esperienza. Quelle persone belle sono i collaboratori che stanno bene e che possono diventare quell’elemento unico che vi contraddistingue, perché sono loro ad entrare a diretto contatto con i clienti.

Qualche consiglio. Quelli che vi riporto sono gli ambiti su cui agire per stimolare il benessere:

  • Una organizzazione interna che riveda le ore di lavoro e i giorni di pausa in modo equo, tenendo in conto alcuni fattori come età, situazioni familiari, aspetti logistici.
  • Coinvolgere il dipendente nel progetto, brand e concept. Il personale va informato, motivato e responsabilizzato partendo dalla consapevolezza del valore del luogo in cui lavora.
  • Fagli vivere l’esperienza. Quali sono i punti forti della vostra struttura? Un piatto speciale, alcune attività, la storia del luogo? Non solo l’ospite, ma anche il personale può trarre benefici dalla vostra proposta, fonte di benessere mentale, fisico e sociale.
  • Chiarezza nella comunicazione interna. Conoscere i propri ruoli, l’organigramma, chi fa cosa e condividere periodicamente errori e successi, rende forte una squadra. 

Il benessere sui luoghi di lavoro, soprattutto nel turismo, dunque non dipende solo dai benefit e dalla retribuzione, ma da una serie di elementi concatenati, che una volta introdotti nel proprio “sistema” possono alimentare un flusso virtuoso, che può portare vantaggi a tutti, al dipendente, al gestore e proprietario dell’hotel, nonché agli ospiti delle strutture. 

Paola Rizzitelli

Wellness Economy Strategist

Marketing e branding del benessere, formatrice, speaker, scrittrice 

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A cura di Paola Rizzitelli