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Gli “standard” alberghieri, che brutta parola!

In un mondo in cui la concorrenza tra hotel è sempre più agguerrita, emergere e creare un’esperienza unica per gli ospiti è essenziale per il successo dell’industria alberghiera italiana.

Il design alberghiero sicuramente svolge un ruolo fondamentale in questo contesto, poiché consente agli albergatori di offrire qualcosa che va oltre lo standard, catturando l’immaginazione dei propri ospiti e innescando un circolo virtuoso di nuova ospitalità e sensazioni mai provate.

Come possiamo però raggiungere una vera unicità? La risposta sta spesso nella responsabilità dei progettisti.

Il compito di chi si occupa di design alberghiero non è semplicemente quello di seguire le tendenze del momento o di copiare più o meno bene ciò che è già stato fatto ltrove: essi devono, invece, abbracciare la sfida di creare soluzioni personalizzate e nnovative, strade meno battute e definire nuovi approcci capaci di sorprendere e stupire gli ospiti, a volte anche lottando con il coltello fra i denti contro i gusti personali dell’albergatore o, peggio ancora, contro la proposta standard del catalogo dei mobilieri di settore.

In questo viaggio verso la creatività e l’originalità, un concetto fondamentale da comprendere è quello dello “standard” La parola stessa in generale fa accapponare la pelle! Seguire passivamente uno standard di riferimento può portare a risultati banali, ad una mera copia di ciò che già esiste o addirittura ad un surrogato dell’autentico. Per evitare questo rischio, occorre veramente abbracciare la filosofia del “pensare fuori dagli schemi”. Henry Ford se avesse semplicemente chiesto alle persone cosa desiderassero in termini di mobilità, esse avrebbero risposto con l’aspettativa di un cavallo più veloce, non immaginando neppure l’esistenza di un’automobile. Steve Jobs, quando presentò l’iPhone, non si limitò a chiedere agli utenti cosa avrebbero voluto migliorare nei loro telefoni attuali, ma al contrario propose un dispositivo che andava oltre le aspettative, creando un nuovo standard per il settore della telefonia mobile.

Nel mondo del design alberghiero, dobbiamo seguire la stessa strada. Dobbiamo essere visionari, immaginando esperienze mai vissute prima dagli ospiti. Dobbiamo superare l’effetto “wow” e ambire alle esclamazioni di stupore e ammirazione da parte dei nostri ospiti: “ma dai!”, “che figata!”, “non ci credo!”, “non pensavo potesse esistere una cosa del genere!”.

Facile? Certo che no! Per raggiungere questo livello di eccellenza, occorre abbracciare la passione e anche un po’ il rischio, provare, viaggiare, conoscere e soprattutto scegliere!

Poi essere curiosi diventa l’elemento catalizzatore che alimenta il processo creativo e la ricerca continua e ci permette di superare gli ostacoli, di affrontare gli errori con determinazione e di rettificare il tiro quando necessario: gli albergatori devono essere protagonisti di questa sfida anche nelle piccole cose, offrendo e pensando soluzioni di ospitalità autentiche e sorprendenti.

Nel design alberghiero spesso si opta per soluzioni convenzionali, che possono essere accettate dagli ospiti solo perché non vi è un’alternativa: ma sono soluzioni già viste, sono già vecchie, tutto dritto, tutto beige, tutto tortora! Quindi una non scelta!

Tuttavia, non seguire gli standard è più di una semplice “scelta”: rappresenta un approccio alla creazione di esperienze uniche e memorabili per gli ospiti.

“Scegliere chiude tante porte, non scegliere le chiude tutte”. 

Emin Hersh

Matteo Bonfante

Founder e ceo di Bonfante Interiors, azienda veronese specializzata nell’ideazione e realizzazione di progetti di interior design nel settore hospitality.

teo@bonfante.it | www.bonfante.it