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Overtourism: più che nel ticket d’accesso, la soluzione va trovata con l’intelligenza artificiale

Tra i temi più al centro dell’attenzione e delle cronache negli ultimi giorni, c’è la questione dell’overtourism, anche alla luce del dibattito scaturito a Verona e a seguito dell’introduzione del Contributo d’accesso sperimentale per Venezia centro storico.

Confermando quanto già comunicato dal presidente di Federalberghi Verona Giulio Cavara, Federalberghi Veneto ribadisce che il ticket d’accesso non può essere l’unica soluzione al contrasto dell’overtourism, non rivelandosi sufficiente limitazione o deterrente agli arrivi dei visitatori pendolari giornalieri non pernottanti nelle giornate di maggior carico.

Posto e considerato, in ogni caso, che la situazione di Venezia città d’acqua rappresenta un unicum e non può essere considerata sovrapponibile ad altre realtà, un provvedimento di questo genere dovrebbe essere preventivamente discusso con le associazione di categoria e condiviso tanto nelle sue linee guide che nelle modalità di applicazione.

L’overtourism è certamente un dato di fatto in molte città, la spia di una propensione sempre più diffusa agli spostamenti, anche in tempi brevi e in aree circoscritte, di importanti flussi di visitatori che determinano sia un aumento consistente di visitatori all’interno dei centri storici o comunque delle aree maggiormente visitate, sia un aggravio dei costi, per esempio per i trasporti, la gestione dei rifiuti e l’igiene urbana: innegabile che, su questo versante, il ticket serva a contribuire alla copertura dei maggiori costi per le amministrazioni locali.

Detto che di per sé il turista non dev’essere demonizzato, dal momento che il turismo è traino dell’economia regionale, la necessità di una regolamentazione ai fini di una migliore vivibilità delle città e una migliore gestione dei flussi, potrebbe trovare risposta adeguata nelle potenzialità che ci offrono le tecnologie. E, in particolar modo, nel digitale e nell’Intelligenza artificiale (AI) di cui molto si parla e che, parimenti, dev’essere vista come un’opportunità e non come un pericolo, se gestita correttamente. 

L’intelligenza artificiale, infatti, può fornire strumenti molto utili per orientare i flussi pressoché in tempo reale, come dimostrano, a ben vedere, alcune esperienze già maturate per esempio a Milano, metropoli per definizione, dove alcune linee del trasporto pubblico locale, solitamente molto congestionate, hannno trovato alleggerimento e diversificazioni delle frequentazioni con il duplice risultato di sgravare il numero complessivo dei passeggeri, senza incidere sulla mobilità cittadina; lo stesso accade anche per alcune tratte autostradali in situazioni di traffico e congestionamento con l’intelligenza artificiale presente nei navigatori satellitari che consente di deviare i flussi su altri direttrici.

Se, dunque, il “ticket d’accesso” può essere uno strumento contributivo utile alla gestione dei maggiori costi determinati soprattutto dal pendolarismo ed escursionismo giornaliero, siamo tutti chiamati a essere protagonisti del nostro futuro cercando l’uso più intelligente possibile del digitale in una società sempre più ipertecnologica, capace di dare informazioni e quindi anche di gestire i flussi turistici nei tempi e nei modi più opportuni.

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