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L’aumento dell’imposta di soggiorno penalizzerebbe gli hotel

Il presidente Schiavon: “Crescerebbe la pressione fiscale sul sistema ricettivo e tra i turisti passerebbe l’idea di vacanze sempre più costose: così saremmo meno competitivi rispetto alla concorrenza straniera”

(Venezia, 7 agosto 2024) – Federalberghi Veneto condivide e rilancia il grido d’allarme di Federalberghi nazionale circa l’ipotesi, che sta circolando in questi giorni in ambienti governativi, di un aumento dell’imposta di soggiorno che anche in Veneto penalizzerebbe gli hotel. Attualmente il gettito in regione Veneto è di circa 100 milioni di euro all’anno: risorse che l’associazione di categoria chiede, peraltro, siano destinate a supporto del turismo e dei servizi erogati ai clienti e non a coprire altre voci di spesa. Le modifiche normative di cui si sente parlare riguarderebbero: il fatto che l’imposta di soggiorno potrebbe essere applicata da tutti i comuni italiani indistintamente e non più, com’è avvenuto finora, solo dai capoluoghi di provincia, le unioni di comuni e i comuni turistici; inoltre cambierebbe il criterio di calcolo: da persona a camera con tariffazione non più secondo la categoria d’hotel classificata con le stelle, bensì sul costo della singola camera, fino a un massimo di 25 euro al giorno.

“Una gabella che graverebbe pesantemente sulla competitività delle nostre aziende”, dichiara il presidente Massimiliano Schiavon ricordando che a oggi l’imposta viene solo in piccola parte utilizzata a supporto diretto del turismo, in quanto non è mai stato ideato un regolamento sulla sua destinazione, nonostante fosse previsto dalla normativa che l’ha introdotta ancora nel 2011, e che ora addirittura verrebbe del tutto abrogato. “La stima per quest’anno – spiega Schiavon – è che le destinazioni turistiche venete producano circa 100 milioni di euro di imposta: risorse che dovrebbero servire allo sviluppo del turismo e dei servizi a favore dei clienti e non a coprire altre voci di spesa, snaturando l’imposta stessa. Non possiamo accettare la proposta di ulteriore aumento dell’imposta e di possibile modifica dei criteri di calcolo in considerazione che in molte destinazioni l’imposta è già a livelli molto elevati”.

Federalberghi Veneto chiede al governo un confronto e che sia istituito un tavolo di lavoro in cui discutere sulle difficoltà aggiuntive che avrebbe la categoria se questa proposta di legge passasse.

“L’effetto dell’aumento dell’imposta di soggiorno – sottolinea Schiavon – sarebbe, da un lato, la crescita della fiscalità territoriale a danno del sistema ricettivo, per la necessità da parte delle amministrazioni locali di recuperare ulteriori risorse; dall’altro sorgerebbe un’inevitabile, ulteriore percezione di aumento del costo della vacanza tra i turisti che nei loro soggiorni non distinguono tra servizi dell’ospitalità e tasse, ma imputano il tutto al costo complessivo della propria vacanza. Con la conseguenza che così perderemmo in competitività rispetto alla concorrenza internazionale, in termini di prezzo”.