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Condhotel, Federalberghi Veneto: «Un anno di ritardo, la Regione sblocchi subito i provvedimenti attuativi»

Schiavon: «Regole moderne significano più investimenti, più qualità e più sicurezza. Il Veneto non può permettersi di restare fermo».

Venezia, 5 giugno 2026 – Il dibattito emerso in questi giorni sugli affitti turistici irregolari e sul fenomeno dell’abusivismo diffuso, in particolare nel territorio veneziano, riporta al centro una questione che Federalberghi Veneto solleva da anni: la necessità di dotare il mercato turistico di strumenti normativi moderni, capaci di distinguere con chiarezza tra attività regolari e attività che operano al di fuori delle regole.

«In questi giorni si è parlato molto di presunti “hotel abusivi”. Una definizione che rischia di generare confusione e che, dal punto di vista tecnico, è impropria – dichiara il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon –. L’hotel è una struttura ricettiva disciplinata da norme precise, sottoposta a requisiti, controlli, standard qualitativi e obblighi rigorosi. Gli hotel non sono il problema. Il problema riguarda invece quelle forme di ospitalità che negli anni si sono sviluppate in assenza di una cornice normativa adeguata o che, in alcuni casi, operano completamente al di fuori delle regole».

Secondo Federalberghi Veneto, gli articoli e le inchieste pubblicate in questi giorni dimostrano quanto sia urgente affrontare il tema con strumenti adeguati, evitando semplificazioni che finiscono per accomunare realtà profondamente diverse.

«Quando si parla di abusivismo turistico non si può utilizzare il termine hotel come categoria generica. L’albergo è per definizione un’attività regolamentata. Il vero nodo riguarda tutte quelle situazioni che si collocano in una zona grigia tra residenzialità e ricettività e che spesso sfuggono ai requisiti che vengono invece richiesti agli operatori professionali».

È proprio per dare una risposta a questa evoluzione del mercato che Federalberghi Veneto sostiene da anni l’introduzione e la piena operatività dei Condhotel.

«Parliamo di uno strumento normato che consente di governare fenomeni che oggi vengono spesso affrontati in maniera disordinata, offrendo agli operatori un percorso chiaro, trasparente e conforme alle regole. La formula del Condhotel permette infatti di identificare, qualificare e regolamentare forme di ospitalità che oggi rischiano di muoversi in un contesto poco definito, riportandole all’interno di un quadro normativo certo».

Per l’associazione, la forza del Condhotel risiede proprio nella capacità di fare emergere il mercato regolare, garantendo al contempo le stesse condizioni di concorrenza per tutti gli operatori.

«Le regole servono a tutelare gli ospiti, le imprese e il territorio. Significano sicurezza sanitaria, sicurezza sul lavoro, sicurezza antincendio, controlli e responsabilità imprenditoriali chiaramente individuabili. Significano garantire che chi opera nello stesso mercato lo faccia rispettando le medesime condizioni. Ogni volta che il legislatore disciplina un fenomeno si riducono gli spazi per l’improvvisazione e per l’abusivismo. Al contrario, i vuoti normativi finiscono inevitabilmente per favorire i furbetti che, nella migliore delle ipotesi, si improvvisano operatori turistici e, nella peggiore, costruiscono veri e propri modelli imprenditoriali fondati sull’elusione delle norme».

Proprio per questo Federalberghi Veneto considera particolarmente grave il ritardo accumulato dalla Regione Veneto nell’attuazione della normativa sui Condhotel.

Le prime riflessioni del sistema Confturismo Veneto–Federalberghi Veneto risalgono infatti al 2018, all’indomani dell’approvazione della normativa nazionale di riferimento. Da allora il tema è stato oggetto di studi, position paper, audizioni istituzionali, osservazioni tecniche e confronti con la Regione.

Il percorso ha infine portato all’approvazione della Legge Regionale n. 10 del 15 luglio 2025. Tuttavia, a oltre un anno dall’approvazione, i provvedimenti attuativi previsti dalla legge non sono ancora stati emanati.

«Sul tema dei Condhotel il Veneto arriva da un percorso lungo quasi dieci anni – prosegue Schiavon –. Dopo anni di confronto e lavoro condiviso con la Regione, oggi non possiamo accettare che una legge approvata rimanga di fatto inapplicabile. È un ritardo che blocca investimenti, rallenta processi di riqualificazione e impedisce alle imprese di utilizzare uno strumento che altre regioni italiane hanno già reso operativo».

Per Federalberghi Veneto il tema non riguarda esclusivamente una nuova tipologia ricettiva, ma il futuro stesso dell’offerta turistica regionale.

I Condhotel rappresentano infatti uno strumento già diffuso in molte destinazioni internazionali e in diverse regioni italiane, capace di favorire la riqualificazione di strutture esistenti, attrarre investimenti privati, recuperare immobili sottoutilizzati e sostenere il miglioramento qualitativo dell’offerta senza consumare nuovo territorio.

«Il turismo moderno ha bisogno di strumenti moderni. I Condhotel consentono di innovare l’offerta, intercettare nuove esigenze del mercato e creare nuove opportunità di finanziamento per le imprese che vogliono investire nella qualità delle proprie strutture. Ma soprattutto rappresentano una leva importante per recuperare immobili esistenti, rigenerare aree degradate e valorizzare il patrimonio edilizio già presente sul territorio».

Federalberghi Veneto rinnova quindi il proprio appello alla Giunta regionale affinché proceda rapidamente all’emanazione dei provvedimenti attuativi della legge.

«Il Condhotel non rappresenta una deregulation, ma esattamente il contrario: è uno strumento di regolamentazione del mercato. In un momento in cui il dibattito pubblico si concentra sulle forme di ospitalità irregolari, la risposta non può essere lasciare zone grigie, ma costruire regole moderne capaci di distinguere chiaramente ciò che è attività imprenditoriale, ciò che è attività ricettiva e ciò che invece opera fuori dal perimetro della legalità. È esattamente questa la funzione che il legislatore aveva attribuito ai Condhotel e che oggi il Veneto rischia di non poter ancora sfruttare».

«Non chiediamo contributi pubblici né deroghe – conclude Schiavon –. Chiediamo semplicemente regole chiare, tempi certi e la possibilità per le imprese di investire sul territorio. In una regione che vive di turismo, ogni mese perso rappresenta un’occasione mancata di sviluppo, riqualificazione e crescita economica».