Alla Fiera di Rimini il dibattito sui movimenti antituristici. Massimiliano Schiavon “Il turismo è una industria seria e capace, fondamentale per la macchina economica italiana. In Veneto costituisce il 10% del PIL: non possiamo permetterci di demonizzarlo”.
Mestre, 16 ottobre 2024 – “Un nuovo virus: l’antiturismo”. Questo il titolo del convegno organizzato da Federalberghi Veneto giovedì 10 ottobre alla Fiera di Rimini, che ha visto la partecipazione, oltre che del presidente Massimiliano Schiavon, anche del direttore di Federalberghi Nazionale Alessandro Nucara, del presidente del Teatro Stabile del Veneto Giampiero Beltotto e di Mauro Santinato, CEO di Teamwork, azienda di consulenza e formazione turistica.
L’incontro ha consentito agli addetti ai lavori di trattare un tema dalla forte eco mediatica, l’antiturismo, un sentiment, conseguenza dell’overtourism, che ha generato nei residenti di alcune mete turistiche, tra cui Venezia, uno smodato dissenso nei confronti dei turisti.
“L’antiturismo” secondo il presidente di Federalberghi Veneto Massimiliano Schiavon “è un fenomeno che rischia di mettere in crisi intere destinazioni. Per contrastarlo occorrono una pianificazione istituzionale delle infrastrutture, che devono essere in grado di assorbire determinati flussi turistici, e l’attivazione di meccanismi informativi oculati e approfonditi da parte degli operatori del settore nei confronti del turista”. La problematica era già stata approfondita in un rapporto di Federalberghi Veneto del 2023, inquadrata allora come la conseguenza di una percezione del pubblico, tuttavia non oggettiva data la difficoltà di stabilire con chiarezza quale sia il metro dell’eccesso delle presenze turistiche. “Un antidoto agli impulsi antituristici va trovato, perché il turismo è una risorsa vitale a livello nazionale” ha proseguito Schiavon “Basti pensare che in Italia circa 1.600.000 persone lavorano nel settore e che in Veneto, dove il turismo produce un indotto di 81 miliardi, gli occupati sono ben 257.000. Metterlo sulla gogna mediatica è pericoloso e controproducente”.
I relatori al tavolo hanno quindi discusso possibili soluzioni per annullare l’ondata emotiva dell’antiturismo, proponendo un approccio a cui l’intero dovrebbe convertirsi: passare da una logica di promozione e pubblicità, non più necessaria visto che l’Italia è già un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale, ad una di informazione, che, in sinergia con le amministrazioni pubbliche e i vari operatori turistici, punti a valorizzare davvero le località.
Inoltre sono stati affrontati anche altri argomenti caldi relativi all’overtourism. Santinato ha portato l’attenzione sulla questione delle affittanze brevi ed irregolari, le quali “ospitano turisti non censiti, determinando una pressione non rilevata nelle strutture alberghiere che, infatti, negli ultimi anni non hanno avuto la necessità di aumentare i posti letto”, mentre Nucara ha espresso le sue considerazioni sul ticket per l’ingresso nelle città d’arte, ritenendolo come una soluzione non valida sul lungo termine.
Beltotto ha poi riportato l’esperienza del Teatro Stabile del Veneto, “che ha venduto 15.000 biglietti grazie ai turisti”, prima della chiusura del presidente Schiavon: “La nostra Regione può diventare un faro nella gestione delle criticità derivanti dall’overtourism puntando, come sa fare, sulla qualità dei servizi e sulla capacità imprenditoriale. Certo, c’è bisogno che tutti gli attori coinvolti offrano fattivamente il loro contributo e che ad arginare questo fenomeno non sia una sola categoria, ma un insieme di forze consapevoli del valore del turismo per l’intero Paese. Altrimenti, il rischio di perdere quote di mercato è altissimo”.

